Da "Bombardino" del 22/11/2004
"APRO GLI OCCHI E LA VEDO!!!
... caro diario... oggi Berlino é un sogno... oggi a Berlino é giá Natale... oggi a Berlino é caduta la neve... senza troppa arroganza... senza indiscrezione... qui a Berlino anche la neve é gentile... é caduta... cosí... come una foglia in autunno... e si é posata sugli alberi di Ku´damm e su quelli di Unter den Linden... lá... dove ora le foglie non ci sono piú... dove al loro posto ci sono tante stelle... tante... infinite... e oggi Berlino é un tappeto di luci... un groviglio di sogni... sará infantile... sará banale... ma oggi apro gli occhi e la vedo... bella... e sono felice... e per quanto faccia freddo... e per quanto abbia sonno... sono felice... immensamente felice... il sipario non é ancora calato... lo spettacolo é appena iniziato... Romeo... continua a recitare."
... ne è passato di tempo... un po' mi mette tristezza... eppure quando ho deciso discrivere un post sulla nevicata del weekend scorso... inevitabilmente mi è venuto in mente un altro post sulla neve...
... e passato più di un anno... e la mia Berlino mi manca un sacco... eppure in questi giorni mi è tornata in mente più che mai... ma lasciamo la questione Berlino al post successivo che lo chiamerò ... UN METRO DI NEVE - Parte Seconda!!!
... ora parliamo della mia giornata di venerdì... e successivamente del weekend... fingerò un "presente storico"...
... ore 7.30... esco di casa... la neve è scesa la notte prima i maniera completamente diversa dall'anno prima a Berlino... a casa mia anche la neve è ARROGANTE...
... ore 7.48... sono alla stazione di Grandate-Breccia... ovviamente i treni sono in ritardo... ma oggi sono giustificati...
... non sto a raccontarvi le peripezie per arrivare al lavoro... resta il fatto che alle 10.00 circa entro in agenzia... un'ora di ritardo... l'agenzia semi deserta...
... alle ore 14.30 decido di ritornare a casa... non racconto l'accaduto... lascio parlare il giornale... purtroppo non sono riuscito a trovare l'articolo di sabato... accontentatevi di quello del giornale di oggi...
dal Corriere di Como:
"Un'ora. Due. Tre. Ad aspettare. Fermi in una stazione, al freddo. Mentre la città scompariva piano sotto una coltre di neve. Senza alcuna informazione. Senza sapere come si sarebbe risolto quel pomeriggio. Fino a quando la tensione è esplosa. E con essa le proteste dei pendolari. Che, esasperati dal protrarsi dell'attesa, hanno chiamato il 113.
È accaduto nella serata di venerdì alla stazione di Camerlata. Protagonisti della vicenda gli oltre 100 pendolari che viaggiavano a bordo di un convoglio delle Ferrovie Nord. Il treno, giunto nel primo pomeriggio alla stazione comasca, si è fermato senza più ripartire. I pendolari sono stati invitati a scendere dalle carrozze. Poi più nulla. Il silenzio. Mentre la tensione cresceva di ora in ora.
Alle 19 sono giunte le prime chiamate al 113. I poliziotti hanno raggiunto la stazione e hanno sollecitato l'arrivo di alcuni autobus di linea, che solo in tarda serata hanno condotto i viaggiatori a destinazione. I pendolari rimasti fermi a Camerlata hanno subito le conseguenze di quanto era accaduto alle stazioni di Lomazzo e Portichetto; qui, infatti, due treni si erano fermati occupando i binari in entrambe le direzioni e impedendo la circolazione degli altri convogli.
Alla stazione di Cadorago, sempre nel pomeriggio di venerdì, una donna è stata colta da malore mentre attendeva un treno in stazione. La protezione civile, temendo nuovi malori per i pendolari costretti ad un'attesa forzatamente interminabile, ha allertato diverse ambulanze che si trovavano in zona. Le Ferrovie Nord si sono scusate con gli utenti e hanno fatto sapere di aver affrontato l'emergenza lavorando di concerto con la Prefettura; per garantire l'ordine pubblico e le attività di protezione civile. Le Ferrovie hanno lavorato per attivare i bus dell'autoservizio. Ma non è stato per nulla semplice. A Grandate, infatti, si è verificata una paurosa congestione del traffico. Molti mezzi pesanti si sono messi di traverso sulla Provinciale, mandando al collasso la circolazione. Anche i pullman che avrebbero dovuto raggiungere i viaggiatori fermi nelle stazioni sono rimasti imprigionati per ore sulle strade.
Insomma: un panorama quasi apocalittico. I comaschi che venerdì hanno comunque dovuto affrontare un viaggio raccontano la storia di decine di odissee. Fatte di attese, di lunghe ore trascorse senza che si potesse sapere nulla. «Nessuno vuole colpevolizzare il personale delle Ferrovie - afferma Lorenzo Orsenigo, ex presidente dell'associazione pendolari delle Nord, non più operativa - Ma gli addetti devono sapere che è un loro preciso dovere dare informazioni alla clientela. Conoscendo i reali termini del problema, ogni viaggiatore può decidere se utilizzare un altro mezzo per raggiungere il posto di lavoro. Ma non si possono lasciare decine e decine di persone senza alcuna notizia. Non è possibile che i viaggiatori siano lasciati completamente al buio»."





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